Cinquant’anni fa ci lasciava Adriano Olivetti, un piemontese straordinario, che creò una grande azienda mondiale. Luigi Einaudi, un altro piemontese di ferro, disse che le sue idee sarebbero entrate nell’agenda politica con una generazione di ritardo. Non si sbagliava: la comunità, la centralità del lavoro, l’etica aziendale, la difesa del territorio, la completa libertà di pensiero, sono temi quanto mai attuali.
Oggi, ripartendo da quelle idee, Piemontesì chiama a raccolta le persone libere, concrete e autonome che hanno a cuore il futuro del Piemonte per realizzare il sogno di una regione forte e coesa, attenta e solidale, ove i diritti siano effettivi e le persone conoscano
i propri doveri. Difendiamo la Costituzione, conquistata nelle nostre valli e pagata con tanto sangue e sacrifici. Abbattiamo le frontiere per creare l’Europa dei popoli e non delle nazioni. Costruiamo un progetto politico nuovo, che ponga al centro l’etica pubblica e l’interesse dei cittadini. Promuoviamo le comunità locali e la difesa dell’ambiente. Sosteniamo chi si dà da fare: le imprese, i lavoratori,
i liberi professionisti. Facciamo sì che i pensionati possano vivere decorosamente. Finanziamo le comunità formative e le Università: i nostri giovani talenti si trasformeranno nei motori del nostro progresso. Manteniamo il cuore nella nostra terra, ma orientiamo lo sguardo al futuro in cui vivranno i nostri figli e i nostri nipoti. Su questi ideali è nato Piemontesì. Se siete pronti, andiamo avanti insieme.




