Le proposte concrete del programma BRESSO
che vorremmo contribuire a realizzare.
SI’ Torniamo a crescere con green economy e nuove tecnologie
Energie rinnovabili ed efficienza energetica, sviluppo e applicazione di nuove tecnologie rappresentano i settori produttivi sui quali vogliamo puntare per ricominciare a far crescere il reddito delle persone e l’economia regionale.
Il sostegno alle energie rinnovabili, che rappresentano un’opportunità di riduzione dell’utilizzo dei combustibili fossili e al contempo un volano di crescita economica, sarà una scelta centrale nella nostra politica. La cosiddetta “Green economy” non è solo uno slogan ma un vero e proprio progetto politico di riforma della pianificazione ambientale, energetica ed economica; è l’occasione per rendere i territori protagonisti delle scelte di politica energetica.
Le piccole e medie imprese piemontesi sono particolarmente dinamiche in questi settori ed è per questo che intendiamo sostenere le loro opportunità di crescita potenziando i poli di innovazione per favorire lo sviluppo dell’intero sistema economico della nostra regione.
Intendiamo diventare la prima regione italiana nel campo delle energie rinnovabili, del motore pulito e della mobilità sostenibile.
SI’ Salute: ripartiamo dalla medicina di base e puntiamo a ridurre le liste
d’attesa
In questi anni abbiamo lavorato bene riportando la Sanità piemontese ad un elevato livello di qualità.
Ora dobbiamo puntare sulla centralità dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta per rispondere meglio ai bisogni specifici di ciascuna persona e garantire l’efficienza del sistema.
I medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, infatti, rappresentano il nodo centrale di una rete sanitaria regionale davvero efficace, capace di:
- promuovere la prevenzione della salute;
- orientare il paziente nell’accesso alle prestazioni sanitarie più adeguate – presso le strutture pubbliche e quelle accreditate – riducendo i tempi di attesa, rassicurando i pazienti rispetto alle tappe del percorso di cura, garantendo la domiciliarità delle cure in tutti i casi in cui l’ospedalizzazione non è strettamente necessaria e contribuendo nel contempo alla riduzione dei costi per l’intero sistema sanitario.
Vogliamo sostenere il “lavoro di squadra” dei medici di base promuovendo forme associative.
Per garantire la centralità della persona, la forma associativa più adeguata – Medicina in rete o Gruppi di cure primarie – sarà stabilità caso per caso tenendo conto delle caratteristiche e della densità della popolazione su ciascun territorio di riferimento.
4 miliardi di euro per completare le ristrutturazioni e la realizzazione di nuove strutture sanitarie su tutto il territorio regionale da Novara, ad Alba e Bra, ad Alessandria, Vercelli, Venaria, Moncalieri e delle Città della Salute di Torino e Novara.
SI’ Sicurezza e legalità
In questi anni il Governo nazionale ha parlato sicurezza senza cambiare nulla. Chi vocifera di sicurezza e governa dovrebbe porsi il problema del perché non è riuscito a garantire la sicurezza.
Non possiamo più stare a guardare gli effetti di una politica che non funziona, che non produce cambiamenti per la sicurezza delle persone che vivono e lavorano nella nostra regione. Non si gestisce la sicurezza a partire da organi burocratici decentrati dello Stato. È necessario avere poteri regionali e locali forti. Siamo pronti a chiedere il trasferimento delle competenze in materia di sicurezza per poter intervenire assumendone la responsabilità con fermezza e intelligenza. Vogliamo una regione più sicura ma anche più aperta, perché il potenziale di sviluppo della comunità regionale aumenta con l’aumentare della capacità della collettività di interiorizzare e includere il globale e il diverso e di farne occasione di rinnovamento.
In Piemonte la microcriminalità evolve con dinamiche sostanzialmente simili a quelle nazionali, ma quello che dobbiamo affrontare e combattere è l’insicurezza della popolazione e specialmente dei segmenti più deboli: bambini, donne, anziani e persone disabili, che rischiano di essere limitati nella fruizione dei loro spazi di libertà dalla paura che l’insicurezza porta con sé.
L’elevata insicurezza fuori e dentro le città spesso si accompagna ad un paesaggio urbano-rurale degradato. Si può ottenere sicurezza soprattutto rivitalizzando e riqualificando i territori, impedendone l’abbandono e quindi la maggiore vulnerabilità di chi rimane. Quindi lotta all’emarginazione, all’irregolarità nel lavoro, all’abbandono scolastico, sostegno alle famiglie: in sintesi una politica di coesione sociale che garantisca inclusione e rispetto della legalità e dei doveri imposti dalla convivenza consociata.
E’ necessario lavorare per la prevenzione rivolgendo particolare attenzione ai soggetti a rischio, tutelare le imprese, rafforzare la vigilanza stimolando l’adozione delle tecnologie più avanzate per il controllo a distanza.
La sicurezza è problema serio, e non può essere affrontato in modo demagogico riducendo le risorse alle forze dell’ordine e ricorrendo alle ronde. Occorre integrare le varie misure promuovendo la collaborazione tra le forze dell’ordine, enti locali, organizzazioni del terzo settore.
In questa direzione abbiamo già avviato e finanziato i patti per la sicurezza integrata e avvieremo il programma città sostenibili con investimenti europei per la riqualificazione del tessuto cittadino. Intendiamo proseguire promuovendo:
interventi di riqualificazione e rivitalizzazione urbanistica di parti del territorio
azioni di prevenzione sociale nei confronti delle aree e dei soggetti a rischio
azioni di tutela delle piccole e medie imprese artigianali, commerciali e turistiche
attività di rafforzamento della vigilanza e della presenza sul territorio degli operatori addetti alla prevenzione sociale e alla sicurezza, al fine di assicurare l’intervento
sviluppo dell’attività di mediazione e di prevenzione dei conflitti sociali e culturali
interventi di assistenza e aiuto alle vittime dei reati, nell’ambito dell’informazione sugli strumenti di tutela garantiti dall’ordinamento, dell’assistenza psicologica, della tutela delle donne che subiscono violenza o minaccia di violenza
politiche di sicurezza di genere e di tutela dell’infanzia e degli anziani
iniziative nelle scuole tese alla promozione di momenti didattici ed educativi, finalizzati all’apprendimento della legislazione relativa agli obblighi, ai diritti e ai doveri dei cittadini nonché all’educazione alla cittadinanza
opere di informazione presso le diverse comunità immigrate in Piemonte, riguardo alla conoscenza delle norme del nostro ordinamento giuridico
Inoltre, per accrescere il senso di sicurezza nelle donne e in tutti coloro che hanno meno strumenti di contrasto della violenza – come bambini, anziani e persone diversamente abili – la Regione ha realizzato un manuale di interventi concreti sulla città per indirizzare l’attività di amministratori locali, decisori e progettisti verso interventi urbani attenti alla sicurezza delle donne e delle persone più vulnerabili. Nella prossima legislatura proseguiremo il nostro impegno per dare concreta attuazione alle misure proposte.
Cosa ci impegniamo a fare
chiedere il trasferimento alla Regione delle competenze in materia di sicurezza
sviluppare patti locali di sicurezza integrata, rinnovare e incrementare la dotazione strumentale delle forze di polizia locale, promuovere sistemi integrati di sicurezza domiciliare;
riqualificare aree e stabili degradati, incrementare i collegamenti telefonici e informatici;
favorire il collegamento con i residenti nelle zone non urbane e in particolare con la popolazione anziana, individuando comportamenti protetti per quanto riguarda pagamenti e ritiro delle pensioni;
realizzare interventi urbani attenti alla sicurezza delle donne e delle persone più vulnerabili.




