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	<title>PiemonteSì &#187; News</title>
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		<title>Costruiamo un nuovo percorso che coinvolga tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 15:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Da queste elezioni regionali si partirà per costruire un nuovo percorso capace di coinvolgere tutte le persone che vivono e lavorano in Piemonte». Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì Il capolista di PiemonteSì, Luigi Massa, ha concluso la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali di domenica 28 e lunedì 29 marzo, nella “tana del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">«Da queste elezioni regionali si partirà per costruire un nuovo percorso capace di coinvolgere tutte le persone che vivono e lavorano in Piemonte».</h2>
<h3 style="text-align: center;">Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì</h3>
<p style="text-align: justify;">Il capolista di PiemonteSì, Luigi Massa, ha concluso la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali di domenica 28 e lunedì 29 marzo, nella “tana del lupo”, a Varallo Sesia, dove i due candidati valsesiani della lista autonomista a sostegno della presidente Mercedes Bresso, <strong>Tiziana Tosi</strong> e <strong>Gino Corradini</strong>, sono stati spesso oggetto di particolari attenzioni da parte degli avversari politici. «Evidentemente il movimento <strong>PiemonteSì,</strong> che propone l’autonomia speciale per la nostra Regione e che è impegnato nella tutela delle aree più marginali per reinserirle nell’ambito di un Piemonte che torni ad essere la locomotiva del Paese – ha sottolineato <strong>Luigi Massa</strong> – dà fastidio a chi immagina uno Stato centralista padano. Perché quando si parla al cuore e alla testa della gente, come noi stiamo facendo, anziché alla pancia e ai peggiori metodi ampliamente utilizzati dalla Lega Nord, i piemontesi, quelli con l’accento, quelli che si sentono portatori di valori positivi, sono propensi ad ascoltare il messaggio».<br />
Durante l’incontro, sottolineato dagli interventi dei due candidati valsesiani della lista, <strong>Luigi Massa</strong> ha annunciato che PiemonteSì non si fermerà a queste elezioni regionali, anzi. «Da qui si partirà per costruire un movimento capace di coinvolgere tutte quelle persone che vivono e lavorano in Piemonte, a cominciare proprio dalla Valsesia e dal Vercellese – ha concluso Massa – dove il nostro movimento intende presentare una propria lista alle elezioni provinciali del prossimo anno».</p>
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		<title>La soluzione alla Bolkenstein va trovata in sede locale</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 15:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«La soluzione sulla direttiva Bolkestein va trovata in sede locale: diamo vita a società di dimensioni provinciali insieme a tutti gli attori interessati». Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì A margine delle manifestazioni che nei giorni scorsi hanno bloccato la città di Torino e la prima cintura relativamente all’applicazione della normativa europea Bolkestain, i rappresentanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">«La soluzione sulla direttiva Bolkestein va trovata in sede locale: diamo vita a società di dimensioni provinciali insieme a tutti gli attori interessati».</h2>
<h3 style="text-align: center;">Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì</h3>
<p style="text-align: justify;">A margine delle manifestazioni che nei giorni scorsi hanno bloccato la città di Torino e la prima cintura relativamente all’applicazione della normativa europea Bolkestain, i rappresentanti del movimento autonomista PiemonteSì hanno incontrato una delegazione degli operatori del commercio ambulante. «La soluzione deve essere trovata in sede locale e PiemonteSì ha avanzato una sua proposta che, rispettando le normative europee, consenta agli operatori del commercio ambulante, di valorizzare la propria attività. La proposta è rappresentata, in sintesi, dalla costituzione di società di dimensione provinciale – evidenzia Luigi Massa, capolista di PiemonteSì a sostegno della presidente Mercedes Bresso – a cui partecipino Regione, Enti locali, Camera di Commercio ed i singoli operatori che, conferendo le proprie licenze, riceveranno come controprestazione, una quota azionaria della nuova società che potrà essere ceduta nel momento in cui l’ambulante cesserà la propria attività. Le predette società dovranno ricevere in convenzione pluriennale la gestione completa dei mercati». Questa è una delle tante proposte concrete che un movimento come PiemonteSì fa grazie al fatto che ascolta, prima di proporre, le esigenze dei diretti interessati, com’è stato ampiamente dimostrato dal consenso avuto dal sistema-imprese all’indomani della proposta della costituzione del Fondo Impresa Piemonte. Per quanto concerne la proposta di legge regionale, sul sito nostro internet www.piemonte-si.it, è possibile trovare la videoregistrazione del confronto che si è tenuto mercoledì 24 marzo alla “Bolla” del Lingotto, a Torino.</p>
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		<title>Creiamo un fondo per il sostegno della piccola impresa piemontese</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 11:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Creiamo un fondo per il sostegno della piccola impresa piemontese coinvolgendo i risparmiatori con una remunerazione e una garanzia adeguata per l’investimento». Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì E’ stato presentato mercoledì 24 marzo, alla “Bolla” del Lingotto, il Fondo Impresa Piemonte, l’iniziativa promossa da PiemonteSì &#8211; la lista autonomista a sostegno della presidente della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Creiamo  un fondo  per il sostegno  della piccola impresa piemontese coinvolgendo i risparmiatori con una remunerazione  e una garanzia adeguata per l’investimento».</span></span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì</span></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">E’ stato presentato mercoledì 24 marzo, alla “Bolla” del Lingotto, il </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>Fondo Impresa Piemonte</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">, l’iniziativa promossa da </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>PiemonteSì</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"> &#8211; la lista autonomista a sostegno della presidente della Regione, Mercedes Bresso &#8211; finalizzata a sostenere per un periodo di tempo definito le piccole imprese piemontesi sane ma in crisi di liquidità in seguito alla crisi economica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">«Il fondo sarà sostenuto dalla raccolta presso i piccoli risparmiatori piemontesi che oggi non ottengono che minime rendite dai loro risparmi e intende indirizzarla, a tassi più remunerativi, verso gli impieghi produttivi a sostegno della produzione e dello sviluppo imprenditoriale locale. Si tratta di innescare un circolo virtuoso che da un lato remuneri meglio i risparmi dei piemontesi – ha affermato il capolista di PiemonteSì, </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>Luigi Massa</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"> &#8211; dall’altro li indirizzi alla ripresa economica che non può che basarsi sulla salvaguardia e sviluppo della rete delle nostre piccole e piccolissime imprese che in genere non fruiscono delle attenzioni e delle assistenze che ottengono quelle maggiori». </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">Un’iniziativa, quella presentata da PiemonteSì, sostenuta anche dal candidato </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>Mario Chiapetto</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">, che è piaciuta al mondo della piccola e media impresa che ha partecipato all’incontro. Parole di plauso sono arrivate da </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>Luca Matteja</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">, presidente di Arca: «Occorre prevedere un assessorato anti-crisi – ha evidenziato – in modo da monitorare gli interventi della Regione che abbiano un impatto reale sulle piccole e medie imprese». La politica deve sostenere il mondo produttivo. Questo il monito lanciato da </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>Giuseppe Monforte</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">, presidente Federexport Piemonte: «Occorre imporre a tutte quelle aziende che vogliono investire all’estero di non ridurre il livello occupazionale in Italia – ha detto – e di dare loro la possibilità di innovarsi e non perdere il radicamento sul territorio». «La Regione dev’essere a capo di una struttura che si assuma i rischi – ha sottolineato invece </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>Piergiorgio Scoffone</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">, presidente di Eurocons &#8211; ma per fare questo bisogna strutturare Fin Piemonte affinché possa avere la possibilità di raccogliere i risparmi dei cittadini». Snellire le pratiche burocratiche per dare respiro agli imprenditori. «Se non si ha la certezza dei pagamenti, non si può intravedere un futuro roseo per le piccole e medie aziende – ha dichiarato </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>Osvaldo Melon</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">, di Imprese che Resistono – c’è bisogno di una politica industriale che garantisca alle realtà produttive di resistere alla crisi».  «FinPiemonte sarà il primo attore nel momento in cui la finanziaria diventerà soggetto vigilato dalla Banca d’Italia – ha sottolineato il direttore regionale al Commercio, </span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"><strong>Marco Cavaletto</strong></span><span style="font-family: Calibri,sans-serif;"> – ai sensi dell’articolo 107 del TUB (Testo unico bancario). La società pubblica, oltre che promotore potrà così fornire anche adeguate risorse ai fondi rischi dei confidi».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri,sans-serif;">Al termine dell’incontro, il capolista <strong>Luigi Massa</strong> si è impegnato a portare avanti le istanze che sono emerse durante la tavola rotonda del Lingotto: «La costituzione del Fondo Impresa Piemonte sarà inserito tra le priorità del nostro gruppo all’indomani delle elezioni regionali – ha concluso Massa – in modo che i piemontesi possano dare fiducia alle imprese della loro Regione. Non vogliamo costruire questa proposta di legge regionali da soli, anzi: già oggi abbiamo ascoltato le esigenze, le problematiche e le proposte che arrivano dal mondo della piccola e piccolissima impresa e valutare insieme se il prodotto che proporremo alla prossima Amministrazione  funzionerà davvero».</span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>VIA AL FONDO IMPRESA PIEMONTE</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 13:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[MERCOLEDI’ 24 MARZO 2010, ore 11 I finanziatori piemontesi finanziano le imprese piemontesi “Bolla Torino Lingotto”, via Nizza 294 &#8211; Torino Le piccole imprese piemontesi di tutti i settori soffrono per la crisi e per la conseguente restrizione del credito. Contestualmente i piccoli risparmiatori piemontesi non traggono più alcuna rendita dai loro depositi. Per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">MERCOLEDI’ 24 MARZO 2010, ore 11</h3>
<h2 style="text-align: center;">I finanziatori piemontesi finanziano le imprese piemontesi</h2>
<h3 style="text-align: center;">“Bolla Torino Lingotto”, via Nizza 294 &#8211; Torino</h3>
<p style="text-align: justify;">Le piccole imprese piemontesi di tutti i settori soffrono per la crisi e per la conseguente restrizione del credito. Contestualmente i piccoli risparmiatori piemontesi non traggono più alcuna rendita dai loro depositi. Per questo PiemonteSì, il movimento autonomista che con una propria lista appoggia la rielezione di Mercedes Bresso a presidente della Regione, movimento impegnato nel rilancio dell’economia piemontese, ha predisposto una proposta finalizzata alla creazione di un fondo per il sostegno all’attività della piccola impresa piemontese mediante una raccolta di fondi dai risparmiatori prevedendo una adeguata remunerazione e una garanzia altrettanto adeguata per l’investimento.</p>
<p style="text-align: center;">Ne parleremo con:<br />
<strong>Angelo Pichierri</strong>, Università di Torino<br />
<strong>Giuseppe Monforte</strong>, presidente Federexport Piemonte<br />
<strong>Piergiorgio Scoffone</strong>, presidente Eurocons<br />
<strong>Luca Matteja</strong>, presidente ARCA (associazione consulenti d&#8217;impresa)<br />
<strong>Mario Chiapetto</strong>, candidato PiemonteSì<br />
<strong>Marco Cavaletto</strong>, direttore al Commercio della Regione Piemonte</p>
<p style="text-align: center;">Modera l’incontro il giornalista de La Stampa, <strong>Piero Bianucci</strong>.<br />
Presenta l’onorevole <strong>Luigi Massa</strong>, capolista di PiemonteSì</p>
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		<title>Una nuova agenzia per la logistica in aiuto alle p.m.i.</title>
		<link>http://www.piemonte-si.it/index.php/830/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 18:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[«Occorre dare vita ad una nuova agenzia per la logistica in modo da aiutare le piccole e medie imprese piemontesi a reggere la concorrenza dei grandi mercati». Dichiarazione di Luigi Massa, capolista di PiemonteSì PiemonteSì condivide e si impegna a concretizzare le proposte della Federazione degli Autotrasportatori Italiani per la nostra Regione. Dobbiamo passare dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">«Occorre dare vita ad una nuova agenzia per la logistica in modo da aiutare le piccole e medie imprese piemontesi a reggere la concorrenza dei grandi mercati».</h2>
<h3 style="text-align: center;">Dichiarazione di Luigi Massa, capolista di PiemonteSì</h3>
<p style="text-align: justify;">PiemonteSì condivide e si impegna a concretizzare le proposte della Federazione degli Autotrasportatori Italiani per la nostra Regione. Dobbiamo passare dagli aiuti di settore a interventi trasversali e di sistema. Il sostegno all&#8217;autosourcing dei servizi logistici, la creazione di strutture per la logistica d&#8217;eccellenza nell&#8217;ambito dei grandi corridoi europei del trasporto intermodale, la nascita di un&#8217;agenzia per la logistica piemontese che non si sostituisca ma integri le imprese del settore favorendone lo sviluppo, la definizione di intese nell&#8217;ambito della macroregione Alpi-Med finalizzata a favorirne il sistema: sono queste alcune delle azioni prioritarie da perseguire. Questo il pensiero di Luigi Massa, candidato al Consiglio regionale e capolista di PiemonteSì a sostegno della presidente Mercedes Bresso, a margine dell&#8217;incontro avuto con i rappresentanti della Fai (Federazione degli Autotrasportatori Italiani).</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra è una Regione fatta di piccole e piccolissime imprese, che da sole non reggono la concorrenza dei grandi mercati. Più di 2500 aziende si sono raggruppate in 80 consorzi per l&#8217;esportazione: è un segnale di vitalità e voglia di andare avanti, nonostante la crisi. Far incontrare questi consorzi (operanti in diversi settori economici: dall&#8217;incoming turistico alla filiera agroalimentare, dalla moda all&#8217;elettronica, alle tecnologie ambientali) con le imprese che si occupano di logistica a tutto campo (magazzini, spedizioni, trasporti, raccolta e smaltimento dei rifiuti) è un modo concreto di favorire le opportunità di crescita di mercato e quindi produttive del sistema impresa piemontese.</p>
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		<item>
		<title>Diamo una mano alla fasce più deboli</title>
		<link>http://www.piemonte-si.it/index.php/763/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 17:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Il ministro Brunetta riduce le indennità pensionabili dei dipendenti pubblici: diamo una mano alle fasce più deboli che si ritrovano con pensioni insufficienti». Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì «Il ministro Brunetta mette le mani nelle tasche dei dipendenti pubblici, riducendo le indennità pensionabili a scapito del premio di risultato, che invece non lo è. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>«Il ministro Brunetta riduce le indennità pensionabili </strong><strong>dei dipendenti pubblici:<br />
diamo una mano alle fasce più deboli che si ritrovano con pensioni insufficienti». </strong></h2>
<h3 style="text-align: center;">Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì</h3>
<p style="text-align: justify;">«Il ministro Brunetta mette le mani nelle tasche dei dipendenti pubblici, riducendo le indennità pensionabili a scapito del premio di risultato, che invece non lo è. Facile fare demagogia con i soldi degli altri». Questo il pensiero di <strong>Luigi Massa</strong>, candidato al Consiglio regionale e capolista di <strong>PiemonteSì</strong> a sostegno della presidente Mercedes Bresso, a margine dell’incontro con alcuni rappresentanti delle sigle sindacali <strong>CONFSAL FENAL &#8211; DICCAP</strong> e <strong>CSA</strong> (Coordinamento Sindacale Autonomo), che hanno messo in evidenza i problemi che affliggono i dipendenti della Regione Piemonte e chiesto infine di correggere tutte quelle ingiustizie palesi nei confronti dei lavoratori degli Enti pubblici. «E’ assolutamente ragionevole la richiesta avanzata dalle sigle sindacali autonome – continua Massa – che non stanno chiedendo aumenti salariali, ma il semplice riconoscimento dei contributi accessori che i lavoratori e la Regione continuano a versare. Si pensi infatti che a fronte del 33 per cento di ritenute a fine previdenziali o assistenziali, viene riconosciuto utilmente soltanto l’11 per cento». Un impegno concreto, quello di <strong>PiemonteSì</strong>, che verrà posto all’attenzione del nuovo Governo regionale, all’indomani delle elezioni. Un’attenzione, quella nei confronti dei dipendenti degli Enti locali piemontesi, che rimarrà costante per tutti i cinque anni della durata del mandato. «Il prossimo Consiglio regionale deve usare la potestà legislativa che la Costituzione repubblicana gli riconosce sia nei confronti dei dipendenti regionali che dell’intero comparto degli Enti locali piemontesi (Comuni, Province e Comunità montane) per eliminare tale ingiustizia, soprattutto per dare una mano alle fasce a più basso reddito che, alla fine, si ritrovano con pensioni insufficienti, nonostante i contributi versati».</p>
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		<title>Reti ferroviarie piemontesi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 14:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Dobbiamo ottenere la proprietà delle reti ferroviarie locali per poter investire sul trasporto pubblico e migliorarne l’utilizzo». Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì «Trenitalia è ormai palesemente interessata solo all’alta velocità. Bene ha fatto la Regione ad aprire la gara ai privati per la gestione del trasporto pubblico piemontese. Ma non basta – afferma Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">«Dobbiamo ottenere la proprietà delle reti ferroviarie locali per poter investire sul trasporto pubblico e migliorarne l’utilizzo».</h2>
<h3 style="text-align: center;">Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì</h3>
<p style="text-align: justify;">«Trenitalia è ormai palesemente interessata solo all’alta velocità. Bene ha fatto la Regione ad aprire la gara ai privati per la gestione del trasporto pubblico piemontese. Ma non basta – afferma Luigi Massa, candidato al Consiglio regionale con PiemonteSì a sostegno della presidente Mercedes Bresso – dobbiamo ottenere la proprietà delle reti ferroviarie locali per poter investire e migliorarne l’utilizzo da parte dei pendolari e non solo. Per fare questo, però, occorre che il Piemonte diventi una Regione a Statuto speciale: questo è un obiettivo primario per PiemonteSì e ci batteremo per questo».</p>
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		<title>Federalismo e Statuto Autonomo</title>
		<link>http://www.piemonte-si.it/index.php/703/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 15:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Ci siamo stufati delle finte promesse sul Federalismo: lotteremo affinché il Piemonte possa ottenere lo Statuto autonomo». Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì «Ci siamo stufati delle finte promesse del Governo sul Federalismo. Tante chiacchiere, ma nessun risultato concreto. Le altre Regioni di frontiera che hanno minoranze linguistiche (dalla Valle d’Aosta al Trentino Alto Adige, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">«Ci siamo stufati delle finte promesse sul Federalismo:</h2>
<h2 style="text-align: center;">lotteremo affinché il Piemonte possa ottenere lo Statuto autonomo».</h2>
<h2 style="text-align: center;">Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì</h2>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Ci siamo stufati delle finte promesse del Governo sul Federalismo. Tante chiacchiere, ma nessun risultato concreto. Le altre Regioni di frontiera che hanno minoranze linguistiche (dalla Valle d’Aosta al Trentino Alto Adige, passando per il Friuli Venezia Giulia), sono autonome e possono decidere a casa loro. Noi, che siamo nelle loro stesse condizioni, continuiamo a dipendere dallo Stato centrale, che vuole decidere cosa fare a casa nostra – afferma Luigi Massa, candidato al Consiglio regionale con PiemonteSì a sostegno di Mercedes Bresso – come ad esempio nel caso delle centrali nucleari. E’ l’ora che i piemontesi di nascita e d’adozione rialzino la testa e pretendano di essere trattati come gli altri! PiemonteSì lotterà affinché il Piemonte possa ottenere lo Statuto autonomo».</p>
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		<title>Dieci idee per stare meglio</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 14:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è in giro per l’Italia, e nel mondo, gente che ha buone idee: basta concretizzarle, metterle in atto e renderle di dominio pubblico, farne esperienza e sapere collettivo. L’agricoltura, il cibo, l’economia La Terra è il datore di lavoro più importante e l’agricoltura può ritornare a offrire occasioni di lavoro. Occorre, però, scegliere un’agricoltura biologica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è in giro per l’Italia, e nel mondo, gente che ha buone idee: basta concretizzarle, metterle in atto e renderle di dominio pubblico, farne esperienza e sapere collettivo.</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">L’agricoltura, il cibo, l’economia</span></h3>
<p style="text-align: justify;">La Terra è il datore di lavoro più importante e l’agricoltura può ritornare a offrire occasioni di lavoro. Occorre, però, scegliere un’agricoltura biologica e sostenibile, fondamento di una nuova economia, indispensabile per la sopravvivenza dell’umanità intera. E’ necessario abbandonare la “pseudo economia” propugnata da chi vuole essere libero di guadagnare senza assumersi la responsabilità di pagare quando fallisce, o crea danni alla natura e/o alle persone. Dobbiamo passare dall’economia di mercato all’economia della natura.<br />
Nell’occidente sviluppato, l’agricoltura non è più il settore “primario”, ha perso il suo ruolo di governo delle risorse e dell’ambiente più prossimo a noi. Ancor peggio, la produzione, la trasformazione e la distribuzione del cibo sono causa di grave impatto ambientale. L’azione dell’uomo produce l’avvelenamento della terra proprio nei suoi elementi principali come l’acqua, l’aria, il suolo, provocando esiti imprevedibili e non controllabili dall’uomo stesso, nonostante la scienza e la tecnologia di cui dispone.<br />
Si consuma e si spreca molto, la filiera distributiva agroalimentare è improntata ad una logica che penalizza agricoltori e consumatori. Il nostro pianeta oggi ci evidenzia l’impossibilità di uno sviluppo illimitato e ci pone l’urgenza di modificare il nostro stile di consumo. La sostenibilità è una scelta indispensabile per consentire alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di poter continuare a farlo.<br />
L’agricoltura va rimessa al primo posto nell’elenco delle priorità: un’agricoltura fonte di relazione dell’uomo con la terra, che recuperi interamente la sua attenzione alla conservazione delle risorse e dell’ambiente. Senza agricoltura non c’è vita.<br />
La tecnologia estrema, la logica del profitto e la regola del mercato hanno cambiato nel profondo la percezione del “nostro modo di mangiare”. La naturalità del cibo, valore sì riconosciuto, è però presente solo nell’ingannevole immagine della comunicazione pubblicitaria. Oggi è in atto una guerra tra tecnocibo e biocibo e i &#8220;poteri alimentari&#8221; svolgono sempre di più un ruolo fondamentale per determinare la qualità della nostra vita.<br />
Il cibo non può essere solo una merce, è un diritto di tutti. Il cibo è salute, benessere, piacere, convivialità, cultura. Il cibo è vita e la vita si nutre di vita: per questo il cibo deve essere fresco e vitale, di stagione, il più naturale possibile ed essere coltivato nel territorio a noi più prossimo.<br />
Il cibo è l’elemento strategico da cui partire per costruire un’economia della natura.<br />
Il biologico in questi anni ha proseguito nel suo cammino di crescita e oggi si presenta non solo come un mercato di affiancamento a quello convenzionale, ma come un “nuovo mercato” da affrontare e far crescere con regole e norme innovative. Non solo: oggi di fronte  alla crisi economica che attanaglia il pianeta e che distrugge ricchezza e certezze, il biologico, assieme ai settori produttivi impegnati nelle produzioni naturali e ecocompatibili, al settore delle energie rinnovabili e a commercio equo e solidale, rappresenta un riferimento concreto e positivo per costruire una nuova “economia della natura”.</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Buono, biologico e solidale</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Il termine “qualità” è entrato nel novero dei vocaboli di uso quotidiano, soprattutto per quanto è inerente il tema dell’agroalimentare, rischiando di essere utilizzato anche a sproposito ed a danno del consumatore, dato che il concetto in sé non è meglio identificabile. Con “Buono, pulito e giusto” Slow Food ha sintetizzato con efficacia l’esperienza di tre grandi movimenti che si sono sviluppati negli ultimi vent’anni: il movimento di Slow Food (che ha sviluppato il concetto del buono), l’agricoltura biologica (che ha sviluppato il concetto di pulito) e il movimento del commercio equo e solidale (che ha sviluppato il concetto di giusto).  Buono, biologico e solidale sono allora i riferimenti di una qualità “concreta”. Non è sufficiente che un alimento sia buono, ovvero che soddisfi la qualità organolettica. Né è bastevole che si utilizzino semplicemente le metodologie dell’agricoltura biologica. Occorre anche che l’alimento sia frutto di relazioni sociali eticamente corrette. La qualità è, dunque, soddisfacimento di parametri che considerino assieme il gusto, il rispetto per la salute dell’ambiente e di chi assume il cibo, oltre che la promozione di migliori e più adeguate relazioni sociali, tra chi produce e chi consuma il cibo, tra nord del mondo, sviluppato e ricco, e il sud, povero e limitato nel suo diritto a una migliore qualità della vita.</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">l’Agricoltura Biologica e la montagna</span></h3>
<p style="text-align: justify;">L’accelerazione dei cambiamenti climatici, drammaticamente sotto gli occhi di tutti, la carenza d’acqua, tutt’ora sottovalutata, la continua perdita di biodiversità, lo stato dei nostri fiumi e dei nostri mari, sono emergenze che ci riguardano da vicino e per le quali è fondamentale il contributo agricolo, a partire dalla montagna, là dove nascono i fiumi.<br />
Le montagne sono una risorsa strategica ed estremamente delicata. Per questo la montagna è un contesto può dedicarsi con convinzione e con vantaggio all’Agricoltura Biologica, un’esperienza concreta e positiva che ha dimostrato la possibilità e la convenienza di produrre cibi buoni e sani rispettando e conservando l’ambiente naturale. Un riferimento che consente di valorizzare al meglio le tante produzioni enogastronomiche tradizionali legate alla cultura ed alla sapienza montanara.<br />
L&#8217;abbinamento tra agricoltura biologica e turismo responsabile, rappresenta la chiave per una crescita economica locale sostenibile. Un turismo che non sia solo consumo di territorio, provvisoria e illusoria alternativa al degrado metropolitano, ma che sia strettamente legato alla culture locali e che consenta di sostenere il millenario &#8220;governo&#8221; del territorio da parte delle genti di montagna, che possono essere garanti di una reale “qualità della vita”, modello utile all’intera società. Le valli montane possono diventare “distretti biologici”, capaci di innescare progetti di filiera, che comprendano diverse categorie economiche, dalla produzione agricola alla trasformazione dei prodotti, dal commercio specializzato alla ristorazione ed all’ospitalità.</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;">Dieci Idee per stare meglio</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Mangiare bene in tempo di crisi non costa più caro e aiuta a costruire un nuovo modello di “economia della natura”</strong></em></p>
<p><em>Adottando alcune semplici regole quotidiane è possibile mangiare meglio e mangiare bio</em></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Non sempre</span></strong> il cibo che costa meno è più conveniente. Noi siamo quello che mangiamo: per questo è importante curare la propria salute a partire dalla qualità del cibo<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Scegli la filiera corta</strong></span>, compra direttamente dal produttore, partecipa a un gruppo di acquisto<br />
<span style="color: #800000;"><strong>S</strong><strong>cegli i prodotti freschi</strong></span>, di stagione e coltivati il più vicino possibile alla città in cui abiti<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Evita </strong></span>di acquistare i cibi confezionati, che contribuiscono a aumentare la quantità dei rifiuti e scegli i prodotti che vengono venduti sfusi.<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Mangia meno</strong></span> carne e soprattutto abbandona la “cultura della bistecca”: scegli anche i tagli meno pregiati e impara a conoscere i capolavori della tradizione gastronomica italiana, i “grandi piatti” della “cucina povera”<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Mangia più</strong></span> frutta e verdura e impara a conoscere il valore delle proteine vegetali<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Evita</strong></span> i cibi OGM, i cibi omologati e  troppo manipolati, favorisci la biodiversità<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Bevi</strong></span> “l’acqua del Sindaco”: perché l’acqua dell’acquedotto è più controllata, non inquina con il trasporto e non produce contenitori da smaltire<br />
<span style="color: #800000;"><strong>Scegli</strong></span> un cibo “Buono, biologico e solidale” e premia la trasparenza e la completezza delle informazioni sulla sua qualità, origine e caratteristiche nutrizionali</p>
<p>Impara a mangiare bene spendendo meno e condividi l’esperienza con i tuoi amici, recuperando il gusto di un pasto conviviale</p>
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		<title>Un fondo per le piccole imprese</title>
		<link>http://www.piemonte-si.it/index.php/679/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mrdimauro@tin.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Cassa Deposito e prestiti]]></category>
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		<description><![CDATA[«Istituiamo un fondo per sbloccare i crediti che le imprese nutrono nei confronti delle pubbliche Amministrazioni». Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì «Il Governo continua a fare promesse da marinaio. Propone l&#8217;allungamento della cassa integrazione straordinaria, ma non ha i soldi per poterla pagare. Siamo al solito: abbiamo visto già tante Finanziarie creative, con cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">«Istituiamo un fondo per sbloccare i crediti che le imprese nutrono nei confronti delle pubbliche Amministrazioni».</h3>
<h3 style="text-align: center;">Dichiarazione di Luigi Massa, capolista PiemonteSì</h3>
<p style="text-align: justify;">«Il Governo continua a fare promesse da marinaio. Propone l&#8217;allungamento della cassa integrazione straordinaria, ma non ha i soldi per poterla pagare. Siamo al solito: abbiamo visto già tante Finanziarie creative, con cui la maggioranza di centrodestra ha asciugato la liquidità dello Stato, delle Regioni e dei Comuni. Chi ne fa le spese sono le piccole e medie imprese, ma soprattutto i lavoratori». Questo il pensiero di Luigi Massa, candidato al Consiglio regionale con PiemonteSì a sostegno della presidente Mercedes Bresso, all&#8217;indomani dell&#8217;annuncio del Governo sull&#8217;allungamento della Cassa Integrazione da 52 a 78 settimane per il biennio 2010-2011, seguito dal no secco della Ragioneria Generale dello Stato. Mancherebbero, infatti, gli 850 milioni di euro necessari per la copertura finanziaria. «Facciamo invece qualcosa di utile e possibile: occorre istituire un fondo per sbloccare i crediti che le imprese hanno nei confronti delle pubbliche Amministrazioni, ad esempio utilizzando le disponibilità della Cassa Depositi e Prestiti, al di fuori dei vincoli che le banche impongono. I soldi ci sono. Peccato che Tremonti li voglia riservare ad altri scopi, come ad esempio alle aste dei BOT, che non vanno bene».</p>
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